Ricerca
Presso il Laboratorio di Biologia e Genetica Forense del CAD si svolgono molteplici attività di ricerca applicativa. Esse si focalizzano sull’integrazione di approcci biostatistici avanzati e metodiche sperimentali volti all’interpretazione oggettiva e riproducibile di profili genetici complessi.
L’analisi biostatistica è impiegata sistematicamente in routine per l’interpretazione dei campioni e dei reperti biologici mentre si stanno testando nuove modalità per valutare la qualità dei segnali elettroforetici, stimare il numero dei contributori, gestire degradazione e contaminazione supportando sia la scelta delle strategie analitiche sia la ponderazione probatoria.
Parallelamente, la ricerca metodologica riguardato una continua attività di messa a punto e validazione di protocolli di enfatizzazione, caratterizzazione e rilievo delle tracce che preservino l’integrità del DNA; tali protocolli combinano trattamenti chimicofisici e l’uso di intercalanti del DNA con tecniche non distruttive e successiva acquisizione di immagini finalizzati a mantenere inalterate le caratteristiche molecolari dell’acido nucleico per assicurare la migliore tipizzazione possibile.
Il laboratorio è stato tra i primi ad occuparsi di fenotipizzazione delle tracce biologiche, approccio che consente di desumere caratteristiche fenotipiche dell’aspetto di chi le ha rilasciate e che viene integrato con le altre linee di ricerca per fornire informazioni biologiche aggiuntive utili alle indagini. La tipizzazione del materiale genetico è affiancata dallo sviluppo e dall’impiego di reagenti innovativi e specifici per la diagnosi di natura dei fluidi biologici, che consentono di distinguere e confermare la matrice del materiale biologico prima della fase di estrazione, riducendo il rischio di analisi inappropriate.
La ricerca spazia a 360 gradi tra le tecniche multidisciplinari che caratterizzano la genetica forense, senza trascurare aspetti sperimentali relativi al DNA da contatto ed ai processi di degradazione delle tracce complesse rinvenute sulla scena del crimine o su singoli reperti. A completamento del flusso analitico, la diagnosi spettroscopica applicata a tracce enfatizzate fornisce informazioni composizionali e cinetiche che, integrate con modelli statistici temporali, permettono di stimare in modo approssimato la finestra temporale di deposizione.
L’approccio integrato, che unisce robustezza statistica, conservazione della qualità del DNA, fenotipizzazione e metodi di caratterizzazione chimicospettrale, mira a fornire risultati forensi affidabili sia in termini di attribuzione biologico-identificativa sia in termini di indicazione temporale sulla deposizione delle evidenze.